Un anno (e passa) di campagna elettorale è duro da reggere.
Notorialmente le campagne elettorali sono momenti in cui – usando una bella immagine di un anziano politico casertano – si fanno debiti con la bocca.
E oggi – con la forte polarizzazione dell’opinione pubblica e le manine che operano sui social – nessuno (o quasi) si prende briga di chiedere conto delle promesse fatte.
Quindi ci toccano mesi bui: le grandi macchine dalla propaganda, mirabilmente funzionanti, stanno largheggiando. La tv pubblica è oltre l’imbarazzo.
Da quella privata non ci si aspetta nulla per com’è la proprietà e per come esser interviene nella vita di un partito. L’unica rete che resta fa parte di un gruppo editoriale cerchiobottista.
Sarò un uomo del ‘900, sarà per la deformazione professionale inguaribile, sarà perchè avendo la fortuna di essere stato formato da un’università pubblica e laica, sento quasi come un obbligo – almeno per le mie competenze – provare a offrire una lettura non “prosciuttata” (cioè non con due fette di prosciutto davanti agli occhi) dei fatti.
Oggi c’è stata l‘assemblea di Confcommercio, alla quale è intervenuta la Presidente del Consiglio (foto dal sito Confcommercio.it).
L’assemblea tradizionalmente è luogo in cui si parla di tasse. E la premier non si è sottratta.
«Vogliamo fare di più soprattutto per il ceto medio. Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani ce l’abbiano un patrimonio».
La premier e il suo esecutivo governano da ottobre 2022 e per ora hanno prodotto sull’Irpef del cosiddetto ceto medio una limatura, piuttosto hanno impiantato una serie di misure e interventi che usano l’Isee come metro per ottenere fondi, agevolazioni e servizi pubblici.
Meglio anche di quanto fatto dall’esegeta del settore Giuseppi Conte con i suoi redditi, bonus e superbonus.
Tra l’altro dal calcolo dell’Isee sono stati esclusi i primi 50.000 euro di BOT, BTP, Buoni Fruttiferi Postali e libretti postali. Qui parlo del Bot Valore.
In Italia il 27,41% dei contribuenti (cioè coloro che hanno un reddito lordo annuo di almeno 29mila euro, cioè 2.400 euro al mese….. non proprio ricchi) corrisponde il 76,87% dell’Irpef complessiva.
L’1,65% dei contribuenti con un reddito lordo annuo sopra i 100mila euro versa il 22,43% del totale Irpef.
Quindi, il 72,59% dei contribuenti sono 29mila euro lordi rientra – nella quasi totalità – nell’area Isee (che si ottiene non solo dai redditi ma anche dalle proprietà e dai conti correnti con la generosa esclusione dei 50mila euro di cui sopra). Lo spiega bene Itinerari previdenziali che non è un pericoloso cenacolo di tardo marxisti.
E’ chiaro che per ridurre le tasse al ceto medio che appunto dovrebbe essere quello da 29mila euro diciamo a 55mila euro i soldi dove si prendono??????
Qui ci si può divertire a vedere i vari scaglioni
Veniamo a quella che la premier chiama patrimoniale. L’osservazione deriva dall‘ennesimo inciampo della povera segretaria del Pd.
Alla segretaria qualcuno deve aver parlato dell’imposta Zuckman, cioè la proposta di un economista francese di un’imposta del 2% sul patrimonio dei 1.800 francesi che posseggono più di 100 milioni di euro.
Attenzione a non confondere il reddito con il patrimonio!
Quindi, a modo suo la segretaria del Pd nella foga della corsa elettoale ha lanciato la sua sgangherata proposta, probabilmente o non ha capito o non glielo hanno fatto capire.
In Italia – secondo alcune valutazioni – sarebbero soggetti a questa imposta tra 2.000 e 2.500 persone.
Secondo Zuckman questi patrimoni sono aumentati del 10% all’anno negli ultimi 30 anni, tassarle al 2% significa che crescerebbero dell’8% invece che del 10%.
Cioè è chiesto qualcosa di prossimo a niente.
Inoltre, ed è il caso italiano, molte di queste grandi ricchezze sono cresciute così tanto perché si sono sviluppate grazie a protezioni monopoliste o oligopoliste e in molti casi con generose sovvenzioni pubbliche agli investimenti contrabbandate come sostegno ai territori.
Se ne scapperebbero questi pochi multimiliardari in caso di un’imposta aggiuntiva?
I patrimoni – e questo dovrebbe saperlo anche la premier – sono immobili, fondi, attività fisiche.
I soldi, i contanti (tanto amati anche dalla premier e dalla Confcommercio), quella gente li tiene già in Svizzera, in Liechtenstein, nelle isole del canale della Manica, a Dubai, a Panama (posso andare avanti, se interessati suggerisco la lettura di Nicholas Shaxson, Le isole del tesoro: Viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione, Laterza).
E anche gli immobili fanno capo a società estere, per cui l’unica cosa che si può fare sarebbe un’Imu più aggressiva per i grandi patrimoni immobiliari che avrebbe, da un lato, il compito di raccattare la moneta che servirebbe nel caso si volesse fare qualcosa di serio per la fiscalità dei ceti medi, dall’altro rimetterebbe in circolazione un po’ di proprietà nella grandi città provando a far abbassare i prezzi (cominciando da un signore napoletano che conosco e che di immobili nel possiede 47, alcuni storici per i quali – non solo i suoi – esiste una generosa riduzione del 50%! e ora si capisce certe corse al vincolo!).
Inoltre dalla imposta Zuckman sarebbe facile esonerare i beni strumentali per le attività produttive.
Quindi, possono stare tranquilli i soci della Concommercio che in ogni caso non sono soggetti a nessuna patrimoniale, piuttosto devono controllare bene se rientrano nell’Isee.
Il loro patrimonio continuerà ad aumentare.
PS. La premier a un certo punto ha detto: «Noi abbiamo un’emergenza che si chiama giovani generazioni». Affermazione non condivisibile. Di più.
Sarebbe stato lecito sapere il pensiero in materia del presidente di Confcommercio di anni 89 deputato della Repubblica dal 1968 al 1994, presidente della Confcommercio di Milano, Lodi, Monza e Brianza, dal 1995, Presidente della Camera di Commercio di Milano dal 1997 e Presidente della Confcommercio nazionale dal 2006 (oltre che una infinità di altri incarichi)